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All’interno della nostra scuola si tramanda che il sistema didattico del Wing Chun Kyun è stato strutturato secondo una “mappa” basata sui principi dei 5 elementi, del simbolo del Taai Gik, sulla pergamena del fiume, sui 5 animali e sugli 8 trigrammi.

mappa intro mappa

La mappa rappresenta il viaggio che il praticante deve compiere per arrivare a padroneggiare e capire l’Arte.

Questo percorso, secondo la nostra scuola, non ha una fine e così per rappresentare questo viaggio infinito la mappa è costituita da un tracciato ciclico.

Il tracciato è formato da varie tappe a cui sono associate logicamente, filosoficamente e praticamente le didattiche (le forme), i 5 elementi, i 5 animali ed i trigrammi:

Tappa Forma Elemento Animale Trigrammi
Il Tempio Siu Nim Tau Fuoco Drago 8 Trigrammi: Lei Lei
Il Ponte Cham Kiu Acqua Leopardo 8 Trigrammi: Ham Ham
La Montagna Biu Ji Terra Serpente 8 Trigrammi: Kwan Kwan, 8 Trigrammi: Gan Gan
La Foresta Uomo di Legno e Bastone Legno Gru 8 Trigrammi: Jan Jan, 8 Trigrammi:Seun Seun
La Miniera e l’Armaiolo Doppie Spade Metallo Tigre 8 Trigrammi: Gon Gon, 8 Trigrammi: Deui Deui

Le varie tappe (i vari elementi) sono messe sulla mappa secondo la disposizione derivante dalla pergamena del fiume e sono in relazione tra loro seguendo il ciclo di reazione dei 5 elementi.

Questa disposizione e questo collegamento con gli aspetti filosofici non Pergamena del fiume e trigrammisono casuali, ma da un lato sono stati pensati e voluti per rappresentare un ben preciso iter di crescita che il praticante deve seguire, dall’altro questa associazione serve per trasmettere all’insegnante il senso profondo di interconnessione che è presente tra una didattica e l’altra, dando spunti di lettura trasversali e punti di vista e di riferimento esterni.

Le forme e le didattiche dello stile, infatti, servono ciascuna per sviluppare delle caratteristiche psico-motorie nel praticante e per raggiungere questo obiettivo la loro progressione ha un ordine logico ben preciso rappresentato nella mappa.

La mappa, inoltre, può essere usata anche nei casi in cui un’insegnante si trovi a formare un singolo allievo, invece di un gruppo. In questa eventualità, per poter sfruttare al tempo stesso al meglio sia le caratteristiche proprie dell’allievo che le potenzialità delle didattiche del Wing Chun, l’insegnante può decidere di non iniziare il viaggio dalla prima tappa, ma da un’altra.

Questo è reso possibile proprio dal fatto che il percorso didattico del Wing Chun è ciclico e non ha una fine, ma per poterlo fare serve una profonda conoscenza della mappa (dello stile) da parte dell’insegnante.
Una volta compresa a fondo la mappa, infatti, un insegnante dovrebbe Ciclo di Reazione dei 5 elementiessere in grado di capire in che punto della mappa può collocare il singolo allievo e potrebbe, se lo ritiene fruttuoso, decidere di cominciare ad insegnargli dalla tappa più vicina a quel punto.

Abbiamo detto che le varie didattiche del Wing Chun sono associate ai 5 elementi. Questa associazione genera di conseguenza un collegamento con i cicli di questi elementi.

Chi ha deciso di creare la successione didattica dello stile l’ha fondata realizzando simbolicamente una associazione con il ciclo di reazione dei 5 elementi. È stato scelto proprio questo ciclo perché rappresenta filosoficamente un risveglio delle energie del corpo attraverso una “aggressione” all’equilibrio raggiunto fino a quel punto.

Il praticante, infatti, durante la sua evoluzione si troverà ogni volta che raggiunge e visita una tappa (ossia che matura le caratteristiche psico-motorie ed i temi di lavoro associati ad una forma) in una condizione “per lui” di equilibrio.

Questa condizione di equilibrio è in realtà una stasi della sua evoluzione che può derivare da un raggiungimento di determinati obiettivi e da una conseguente crescita eccessiva del suo ego, da uno squilibrio su alcune caratteristiche dovuto a dei suoi limiti od a delle sue paure o più semplicemente dalla troppa attenzione data a quella particolare tappa rispetto alle altre, andando a perdere così la visione globale ed il senso infinito del “viaggio”.

Dettaglio della Mappa del Wing Chun Kyunù

Con lo spostarsi alla tappa successiva, il ciclo di reazione tenta di distruggere l’ordine momentaneamente stabilito nel suo corpo, nella sua testa, in modo da spingere in modo deciso il praticante a trovare un livello di equilibrio più proficuo: questo è lo scopo di ogni forma e di ogni didattica dello stile.

Lo studio della forma successiva, delle didattiche e delle teorie ad essa collegate provocheranno in questo modo una reazione viva che andrà ad attivare gli altri cicli associati ai 5 elementi.

I cicli dei 5 elementiDi conseguenza questa reazione porterà il praticante a passare attraverso un ciclo di distruzione in cui tutto sarà rimesso in discussione e gli elementi ricercheranno un nuovo equilibrio per poi dare vita di nuovo ad un ciclo di generazione che porterà a sua volta a giungere alla prossima stasi e di conseguenza grazie ad una nuova reazione a poter passare alla successiva stazione della mappa.

Come abbiamo detto, ogni forma, ogni didattica, ogni teoria, ogni elemento, animale o trigramma sono associati in modo profondo ad una tappa.

La tappa rappresenta l’obiettivo temporaneo che il praticante si deve prefiggere in quel particolare momento del suo viaggio. È temporaneo proprio perché bisogna tenere presente che si tratta solo di una stazione di passaggio e non di un arrivo: il viaggio di studio / pratica, infatti, è ciclico ed infinito.

Ad ogni nuovo giro il praticante svilupperà una maggior consapevolezza psico-motoria e potrà capire e apprezzare più a fondo ciascuna tappa e sviluppare in essa ulteriori caratteristiche fondamentali per la sua crescita e maturazione.

Ciclo di reazione e Pergamena del Fiume

Ogni tappa è unita ad un’altra tramite un sentiero.

Questi sentieri rappresentano la messa in pratica in un contesto reale e non più accademico di quanto appreso fino a quel momento.
Ad i sentieri sono collegati dei programmi didattici “trasversali” dove non si studia più la tecnica in maniera accademica come nelle tappe, ma si cerca di applicare i vari principi e le varie caratteristiche psico-fisiche sviluppate direttamente al combattimento.

Come si vede dall’immagine, i sentieri che uniscono una tappa con un’altra, non sono indipendenti, ma intersecano nel loro tracciato i sentieri che collegano altre tappe.

Anche questa rappresentazione non è casuale, ma è voluta. Ciascuna intersezione rappresenta alcune caratteristiche che derivano dalle altre tappe e che potrebbero essere utili se introdotte all’allievo in quel particolare tratto del suo viaggio. 

Se per esempio ci si sta muovendo sul sentiero che va dal Ponte (Cham Kiu) alla Montagna (Biu Ji), si può vedere che questo sentiero si interseca con quello che va dalla foresta (l’Uomo di Legno / Bastone) al Metallo (le Spade) e con quello che va dal Metallo (le Spade) alla Pagoda (Siu Nim Tau). 

Questi incroci stanno a significare che nel percorso dal Ponte (Cham Kiu) alla Montagna (Biu Ji) potrebbero servire all’allievo dei concetti e delle didattiche delle forme di cui si intersecano i sentieri e che proprio grazie allo studio di queste cose costui potrebbe meglio capire e dare un senso più profondo a quella tratta del suo viaggio e poter applicare in maniera più funzionale quanto appreso al combattimento.

Di seguito passeremo a  descrivere le varie associazioni tappa, forma, elemento, animale e trigramma, ma nel farlo abbiamo deciso di dare solo delle linea guida, delle idee e degli spunti.

Vogliamo mostrare ai lettori solo “tre angoli” della stanzaI 3 Angoli di una stanza che stiamo esplorando insieme in modo da lasciare a ciascuno il compito di trovare da soli il quarto.

In questo modo vogliamo che ognuno, se interessato, abbia lo stimolo e la responsabilità di farsi da sé tutti i collegamenti, le deduzioni e le interpretazioni possibili e poter così capire più a fondo la mappa nella sua interezza e renderla in questo modo sua per sempre.

I programmi didattici che si usano nella Scuola Corpo Mente Spirito sono stati creati e pensati seguendo e rispettando questa mappa.

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Pietro N. Roselli Lorenzini

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